Le feste di paese

Da sempre è tradizione a Ripi, come in altri paesi organizzare le "feste di paese". In tempi recenti le occasioni di festa e di serate si sono moltiplicate, un tempo le occasioni di festa, oltre al carnevale, coincidevano con le feste dei Santi.
Per far questo un gruppo di persone (i festaroli) si occupavano di raccogliere i danari (la questua) e alla fine di ogni festa il parroco in chiesa al termine della processione annunciava i nomi dei festaroli per l'anno seguente. Le feste riguardavano quasi tutti i santi venerati nelle chiese di Ripi sia del paese sia quelle di campagna. (San'Anna, San Rocco, San Sebastiano, San Giorgio, Sant'Antonio di Padova, Sant'Antonio abate, Il Sacro Cuore, San Luigi, Madonna Succurre Miseris, San Giovanni......)

ll giorno della festa era un giorno particolare tutto il paese o la contrada dove si svolgeva era in fermento. I bambini incantati davanti alle giostre: il carosello, il tiro al fucile, e ai tanti altri giochi così rari da vedersi nel nostro paese. Gli adulti con il vestito "buono", seduti davanti a tavolini improvvisati a ridere e a bere un bicchiere di vino o di birra. I festaroli, poi, sempre di corsa stando bene attenti che tutto andasse per il verso giusto, a controllare che nessuna delle lampadine dell'illuminazione, allora fatta con la trecciarola bianca e normali lampade ad incandescenza, si spegnesse. E ancora la processione con la banda e gli uomini che gareggiavano per portare in spalla la statua del Santo o della Santa, magari anche per poche decine di metri. Poi alla sera lo spettacolo musicale o le battute di qualche comico di provincia, infine i fuochi d'artificio e tutta la gente con il naso all'insù dall'aria soddisfatta da quei se pur brevi lampi di luce. Allora non si spendeva tanto! Il giorno dopo solo alcuni uomini a smontare luci e il palco e poi via per una nuova festa. A noi bambini rimaneva la nostalgia che si consumava nell'attesa di una nuova festa. Anche oggi le feste sono cadenzate allo stesso modo: le giostre, la banda, i cantanti e cabarettisti alla moda, i fuochi magari mastodontici, le bancarelle. 

Ma chissà se è lo stesso il piacere di stare insieme degli adulti e l'innocente stupore negli occhi dei bambini?