L'ALIMENTAZIONE DI UN TEMPO

L' alimentazione di un tempo era semplice, salubre, mediterranea, come suol dirsi oggi, forse un po' povera di calorie; ma si era più sani, più longevi e si ricorreva meno spesso al medico. Il pane, il latte, gli ortaggi, i cereali, in abbondanza, erano alla base di ogni pasto. Ogni cucina, con il pavimento in terra battuta, aveva il suo bel focolare intorno al quale, quasi come per una cerimonia sacra, si sedevano tutti per ascoltare le poche parole della persona più anziana. Erano poche parole perché il ciociaro è di natura parsimonioso nell'esposizione, ma erano parole sagge perché dettate dall'esperienza. Le pareti erano un po' scure, portavano ben visibili i segni del fumo col quale si sfumavano i buoni prosciutti, gli insaccati vari di maiale o gli  indigestissimi e succulenti "vuruozze", provviste indispensabili per tutto l'anno. Non c'era la cucina a gas o il forno elettrico, ma solo fornelli con le brace, dove dentro le "tiane di coccio", venivano cucinate le semplici ma succulenti pietanze. La famiglia contadina dei nostri nonni era molto attiva nei lavori dei campi, lavoravano da "stella a stella", perché tutto veniva dal lavoro e dal risparmio. Durante l'estate le donne pensavano a preparare la conserva per l'inverno: la passata di pomodori si lasciava asciugare al sole nelle grandi "scife"; quando si era indurita si metteva, sott'olio, nelle "terrine" per essere consumata durante l'inverno.