La scartucciatura

Nelle ore pomeridiane, nelle ampie e soleggiate "aie" ci si riuniva festosamente a "scartuccià". Si coglieva il granturco, detto da noi "lu c'lian", si riempivano i sacchi per poi svuotarli in mezzo all'aia e gran parte della contrada, "a scagn' " aiutandosi cioè vicendevolmente, si riuniva per pulire le pannocchie, per levare i "cartuocc' ", ossia le brattee. Tutto si utilizzava: i "cartuocc' " servivano per riempire i "pagliericci", che erano dei sacconi di panno di canapa tessuti a mano con due aperture per permettere, ogni mattina di "sc'l'gà" onde rendere più soffice il letto.Quando il granturco, dopo la scartocciatura, era in gran quantità si preferiva far arrivare la sgranatrice al contrario se poco, nelle sere d'inverno veniva sgranato a mano. Quello che restava, il tutolo, da noi chiamato "gliù tupp'r", veniva utilizzato per accendere il fuoco.