LA CENA

La cena, consumata all'imbrunire, era a base di verdure, patate del proprio orto, "cacio" non quello comprato ma quello fatto in casa e, spesso, "saraghe" o "arìnghe". La massaia di un tempo, quasi tutti i giorni impastava acqua e farina: la pasta era fatta in casa; talvolta ci si permetteva un pasto più nobile: preparato con "mèzz'acqua i mezz' ova". Le tagliatelle e i capellini all'uovo erano per i soli giorni di festa, quando, veramente, si scialava! Le uova si consumavano col lumicino, perché servivano per acquistare la pasta dal bottegaio, quella "comprata", consumata nelle occasioni più ricercate o per l'acquisto di qualche misero capo di biancheria che avrebbe concorso alla formazione del corredo delle proprie figliole. Le uova, inoltre, si conservavano per i periodi di magra nei recipienti di coccio in un impasto di acqua e calce. Non è il caso di parlare della carne di manzo perché, essendo un cibo di lusso veniva mangiata solo nelle grandi occasioni.